Emiliano Brancaccio

Materiale didattico, divulgativo e per la ricerca
sabato 8 dicembre 2012

LE CONTRADDIZIONI DELL’AUSTERITY

In Onda, La7

Monti rassegna le dimissioni, la campagna elettorale inizia, ma il dibattito sembra trascurare il fondamentale problema di fronte al quale si troverà il futuro governo nazionale: la scommessa di Draghi e delle istituzioni europee, che impongono l’austerity e la deflazione soprattutto ai paesi periferici dell’eurozona, potrebbe rivelarsi un fallimento. Lo stesso Fondo Monetario Internazionale riconosce ormai la validità di una tesi ben nota agli studiosi di Keynes: ridurre il disavanzo pubblico può comportare riduzioni ancor più accentuate della produzione e del reddito, con il risultato che il rapporto tra debito e reddito rischia di aumentare anziché diminuire. Riuscirà il futuro esecutivo a incidere sui rapporti di forza nell’Unione monetaria e a cambiare lo scenario di politica economica europea? I dubbi sono molti, ma i rischi che deriverebbero da una reiterazione dell’austerity sono enormi: il caso della Grecia, con il tracollo del Pasok e l’ascesa dei neonazisti, dovrebbe insegnare qualcosa. Ne discutono Emiliano Brancaccio (Università del Sannio), Paolo Mieli (Corriere della Sera), Nicola Piepoli (Istituto Piepoli), Luigi Zingales (University of Chicago). Conducono Nicola Porro e Luca Telese.