“Sanzioni finanziarie frutto avvelenato del declino USA”

Valori.it – Banca Etica, 15 ottobre 2026

 

 

 

 

 

Da appena 900 a oltre 9mila sanzioni finanziarie extra-territoriali da parte del Tesoro USA dall’inizio del secolo: per l’economista Emiliano Brancaccio sono pressioni economiche mascherate da “lotta al terrorismo”.

LE SANZIONI FINANZIARIE FRUTTO AVVELENATO DEL DECLINO AMERICANO

Prima le sanzioni finanziarie contro Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, e contro alcuni giudici della Corte penale internazionale. Poi, il 26 agosto, il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha inserito nella sua lista nera anche Autistici/Inventati, il collettivo italiano che dal 2001 offre servizi digitali ad attivisti e associazioni. Una decisione che ha costretto Banca Etica a sospendere e poi chiudere il conto dell’associazione, per non incorrere a sua volta nelle sanzioni. La sottomissione europea ai diktat del comparto politico-finanziario americano sembra evidente.

Come siamo arrivati a questo punto? E come uscirne? Lo chiediamo a Emiliano Brancaccio, professore di economia politica all’Università Federico II di Napoli e autore del recente saggio Libercomunismo (Feltrinelli), che sta suscitando ampio dibattito sui media e nelle istituzioni […]

intervista completa su Valori.it – Banca Etica

Anwar Shaikh, alla ricerca delle «tendenze» del capitalismo

il manifesto, 9 ottobre 2026

“…Shaikh si definiva, con un po’ di timidezza, un «classico-keynesiano». Eppure pochi hanno contribuito altrettanto alla modernizzazione del marxismo, soprattutto attraverso il confronto sistematico con l’evidenza empirica. Non gli bastava ripetere Marx: voleva misurare, verificare, ricostruire.

L’occasione più nota giunse con la grande crisi del 2008. In una conferenza alla Izmir University, David Harvey si fece paladino di tutte le solite perplessità post-moderne contro le spiegazioni del crollo basate sulla caduta del saggio di profitto. Ma Shaikh tirò dritto: dietro il collasso finanziario sussisteva una lunga erosione di redditività, che era stata temporaneamente contrastata dalla compressione salariale e dalla discesa dei tassi d’interesse. Il credito aveva mascherato la contraddizione, non l’aveva risolta…”

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Squilibrio Usa-Cina nella guerra capitalista

il manifesto, 25 settembre 2026

“..Zelensky chiede perché la Russia, ricca di terre, pretenda ancora territorio. A domanda retorica risposta semplice: l’oggetto principale di tutte le guerre in atto non è il territorio, è la posizione gerarchica nell’ordine capitalistico futuro..”

“..Anche un filotto di G2 sorprendentemente illuminati non potrebbe risolvere tutto. Serve che le velleità belliche europee siano schiacciate da un netto dissenso democratico. Da sinistra, perché ogni ipotesi di “pacifismo fascista” è solo una fantasia horror..”

link all’articolo completo sul manifesto

Svensk översättning av “Parabol”

Warsh e Trump: tra debito e bolla

Radio Popolare, 17 settembre 2026

E’ più “pericolosa” la montagna di debito degli Stati Uniti oppure la bolla speculativa generata dalle Big Tech?

«Diciamo che è un mostro a due teste» racconta a Pubblica l’economista Emiliano Brancaccio, autore di Liberocomunismo (Feltrinelli 2026). «Da un lato Warsh ha bisogno di alzare i tassi di interesse per convincere gli investitori a finanziare il debito, specialmente esteri. Dall’altro lato l’aumento dei tassi determina uno sconto maggiore sui dividendi futuri attesi, quindi rischia di far scoppiare la bolla speculativa del mercato azionario, e questo metterebbe in grande difficoltà Trump. Insomma, un mostro a due teste – conclude Brancaccio – che si mangiano a vicenda. Un altro sintomo della crisi dell’ordine americano»

Link all’intervista su Radio Popolare (dal minuto 12:07)

Catastrofisti a caccia di sussidi

il manifesto, 15 settembre 2026

«Gli spiriti che ho evocato, non riesco più a liberarmene». C’è molto dell’apprendista stregone di Goethe, in questi padroni dell’AI americana che lanciano l’allarme sulla loro creatura.

Monito tutt’altro che infondato, beninteso. Non occorre evocare l’estinzione del genere umano per ammettere che l’AI sta già aumentando i rischi di attacchi informatici, manipolazioni delle masse, scontri militari incontrollati. Dario Amodei, capo di Anthropic, ha chiesto di rallentare la corsa. Sam Altman gli ha dato ragione. Elon Musk pure.

Osservandoci dai loro bunker dorati, può darsi che siano sinceramente preoccupati per noi. Tuttavia, quando gli allarmi vengono dalle segrete stanze del capitale, applicare la regola del sospetto non significa cadere in becero complottismo. Seguire il denaro, come sempre, aiuta a capire qualcosa di più […]

articolo completo sul manifesto