Brancaccio: “Il conformismo rovina la ricerca. In Italia le regole dell’ANVUR danneggiano i giovani ricercatori più innovativi”


Il Fatto quotidiano, 23 agosto 2021

Emiliano Brancaccio, professore all’Università del Sannio, è un osservatore attento delle dinamiche del potere accademico. Ha scritto con Giacomo Bracci “Il discorso del potere”, dedicato alla politica dei Nobel per l’economia.

Il potere editoriale delle maggiori riviste economiche è fortemente concentrato negli Usa. Quali sono i rischi?

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Superbo rosso antico

 

di Emiliano Brancaccio e Renato Brancaccio *

“Rosso antico”. Fu questo l’appellativo che accompagnò Luca (Luigi) Castellano nella sua lunga militanza di intellettuale e artista comunista. Lo pseudonimo gli venne attribuito dal compagno Ferraiulo, a seguito di un intervento che Castellano tenne in una gremita biblioteca della federazione napoletana del partito comunista italiano, in via dei Fiorentini.

Era il mese di maggio del 1968. Partecipavano al dibattito il segretario della federazione e la maggioranza dei dirigenti e degli intellettuali comunisti, “organici” e non. Ma ciò che dava carattere di straordinarietà all’incontro era la presenza di alcuni rappresentanti della “Primavera di Praga” inviati da Dubcek. Il segretario del partito comunista cecoslovacco era infatti a caccia di consensi, in tutta Europa, a sostegno della sollevazione in atto nel suo paese.

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“Basta con la retorica sul whatever it takes: Draghi alla Bce strozzò la Grecia”

TPI The Post Internazionale – 4 giugno 2021

Intervista a Emiliano Brancaccio: “Draghi minacciò di interrompere l’erogazione di liquidità fin quando il riottoso governo greco non avesse fatto ciò che la Troika richiedeva, contro la volontà popolare. Una politica chiaramente anti-democratica. Ma Draghi è stato solo uno dei tanti esecutori di questa dottrina nefasta, che purtroppo è stata prevalente nel corso di quegli anni e che rischia di ripresentarsi appena lo shock pandemico sarà dimenticato”.

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Brancaccio sul manifesto: “Il blocco dei licenziamenti blocca ben poco”

il manifesto, 30 maggio 2021

“Draghi ha dichiarato che la legislazione del lavoro protegge i garantiti e pregiudica l’efficienza e la crescita. Sembrano i discorsi che faceva dieci anni fa quando era appena entrato in Bce. Da allora deve avere avuto molto da fare e letto poca ricerca scientifica. Forse non si è accorto che la sua tesi è stata ampiamente smentita”.

“Sul Recovery Plan è in atto una di quelle operazioni descritte da Guy Debord. Pura società dello spettacolo. Una narrativa sganciata dalla realtà.”

“Non intendo negare il diritto alla speranza. Credo però sia più importante il diritto alla conoscenza. Nel mezzo di una zuccherosa falsa rappresentazione del reale talvolta serve rimarcare qualche crudo fatto”.

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Brancaccio sul Foglio: “Il blocco dei licenziamenti crea disoccupazione? Non è provato”

Stralci da un’intervista a Emiliano Brancaccio su Il Foglio, 29 maggio 2021

Blocco dei licenziamenti, come uscirne nel modo migliore? Fine agosto o fine giugno?

Meglio fine agosto, ma a livello macroeconomico il tema non è decisivo, una differenza di due mesi è quasi insignificante.

A ritroso, avrebbe consigliato nel marzo 2020 di attivare il blocco dei licenziamenti? E di rinnovarlo fino all’estate 2021?

Gli economisti contrari al blocco dei licenziamenti ritengono che questo genere di lacci legislativi renda inefficiente il funzionamento dell’economia, impedisca la “distruzione creatrice” del libero mercato e alla fine faccia danni alla crescita e all’occupazione. Teoria elegante e di successo, che però viene spesso smentita dalle evidenze empiriche.

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