Rai Tre, 5 maggio 2026

Damilano: “..Io ho detto la parola ‘shock’ perché oggi l’ha usata, per l’ennesima volta, anche il Fondo Monetario Internazionale. Però lei contesta questa espressione: dallo shock dell’Ucraina, allo shock del Golfo.. perché la contesta?”
Brancaccio: “Perché alla consueta parola ‘shock’ dovremmo sostituire la parola ‘tendenze’. Cioè non dovremmo guardare questi come singoli episodi inattesi, come singoli avvenimenti imprevedibili, ma dovremmo piuttosto inquadrarli come frutti di tendenze storiche. Per esempio, della tendenza all’aumento delle vittime di guerra. Dall’inizio del secolo, le vittime di guerra nel mondo sono pressoché triplicate. Comprendiamo, quindi, che non siamo dinanzi a uno ‘shock’ della guerra ma a una ‘tendenza’ verso la guerra. Un fenomeno più minacciosa. E più problematico..”.
Damilano: “Nel suo libro lei propone una sorta di alleanza tra queste due forze, libertà e comunismo, che nel corso del Novecento sono state divise..”
Brancaccio: “Sì, questa alleanza è oggi possibile anche perché i liberali sono caduti in una palese contraddizione. Hanno infatti difeso i processi di centralizzazione del capitale in sempre meno mani ma ora questi processi stanno minacciando la democrazia, la libertà, e gli assetti stessi delle odierne democrazie liberali. Questa contraddizione dei liberali si potrà risolvere solo rinnovando forme di pianificazione collettiva in condizioni di libertà individuale..”




















