Perché ai capitalisti non piace più il green

 

il manifesto, 29 settembre 2023

“…In questo scenario, c’è il rischio concreto che nei circoli dell’alta finanza la questione ecologica perda il suo glamour. In quegli ambienti, la linea che è stata di Trump e che oggi è di Sunak potrebbe diventare sempre più rispettabile. E faremmo male a stupirci se prossimamente, a Davos, venisse persino invitato qualche negazionista del cambiamento climatico al posto di Greta Thunberg (…) C’è qualche insegnamento che si può trarre da questa evidente fase di crisi delle politiche ecologiste? Uno di essi, piuttosto ovvio, è che la transizione ecologica può trovare il consenso delle masse solo se i suoi costi sociali vengono fatti ricadere non più sui salari ma sui profitti e sulle rendite. In altre parole, ci vorrebbe quella che potremmo definire una «legge di caduta ecologica del saggio di profitto». Una caduta capace di anticipare il rischio di catastrofe climatica….”

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