PER UNA CRITICA MARXISTA DEL POPULISMO

“..Nel mio libretto, che avete gentilmente presentato, sostengo che la proposta populista più avanzata mirava a costruire «catene di equivalenza» fra istanze sociali differenti. Da questa aggregazione di istanze sarebbe dovuto emergere un “popolo”, unito e contrapposto alla “élite”. Il problema populista, dunque, non era la ricerca della linea del rapporto sociale che configura il conflitto. Il problema era la mera determinazione di un blocco di diverse istanze. Ma mettere “in equivalenza” istanze diverse non significa individuare il rapporto sociale che le ordina. Non ci dice chi controlla la produzione. Non ci dice chi domina il capitale. Esattamente per questo, io credo, il risultato storico del populismo è stato molto diverso dalle attese dei suoi più illuminati propugnatori. Che si aspettavano di formare una catena di equivalenze dentro il popolo, fra i subordinati. Ma in realtà, questa è la mia tesi, alla fine si è formata una catena di equivalenze diversa: una catena tra interessi proprietari. Tra grandi e piccoli proprietari. Tra grande e piccola impresa. Tra grande e piccola rendita. Una catena di equivalenze, dunque, si è prodotta. Solo che era quella sbagliata. Di fatto, era una catena contro i subordinati. Contro il “popolo”, se vogliamo usare l’espressione cara a Laclau. Insomma, la politica economica populista è stata fondamentalmente questo. Io dico: un governo della tendenza verso la centralizzazione dei capitali, che permettesse di costruire un’intesa tra soggetti attivi e passivi della tendenza. Un’intesa tra grandi e piccoli proprietari. Questo è stato il populismo, niente di meno e niente di più che questo..”

Intervento di Emiliano Brancaccio all’assemblea triennale del Centro per la Riforma dello Stato, CRS – 26 settembre 2026. Link al CRS per info e video completo dell’assemblea.