Quattro anni da incubo e un’eredità pesante

il manifesto, 16 ottobre 2026

 

«Vedo nuvoloni all’orizzonte», avverte Giorgetti. Omettendo che le danze sue e di Meloni stanno contribuendo non poco a incupire i cieli. Dopo vari tentativi falliti, a fine 2026 il deficit pubblico dovrebbe finalmente andare sotto il fatidico 3% del Pil. Ma il ministro ammette che negli anni successivi il disavanzo oltrepasserà di nuovo la soglia. L’uscita dalla procedura di infrazione dunque si allontana. Scomodo lascito per il governo prossimo venturo.

È uno dei pochi punti fermi della manovra di bilancio, per altri versi ancora avvolta nelle nebbie. I singoli provvedimenti non sono definiti, il governo attende il confronto con Bruxelles prima di dettagliare. L’unica certezza è che i margini di spesa si restringono. Dell’annunciata «manovra elettorale» resta poco. A ricevere i fondi disponibili rimasti saranno i soliti noti. Soprattutto, altri 4,6 miliardi alla difesa e 3,4 miliardi alle imprese. […]

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