CATASTROFE O RIVOLUZIONE

 

 

 

Saggio estratto da Il Ponte (6/2020), anticipazione del nuovo libro di Emiliano Brancaccio: “Non sarà un pranzo di gala. Crisi, catastrofe, rivoluzione” (Meltemi 2020).

Emiliano Brancaccio

L’ex capo economista del Fondo monetario internazionale ha sostenuto che per scongiurare una futura “catastrofe” serve una “rivoluzione” keynesiana della politica economica. La sua tesi viene qui criticata sulla base di un metodo di indagine del processo storico definito «legge di riproduzione e tendenza del capitale». Da questo criterio di ricerca scaturisce una previsione: la libertà del capitale e la sua tendenza a centralizzarsi in sempre meno mani costituiscono una minaccia per le altre libertà e per le stesse istituzioni liberaldemocratiche. Per scongiurare una simile prospettiva Keynes non basta, come non basta invocare un reddito. L’unica rivoluzione in grado di prevenire una catastrofe dei diritti risiede nel recupero e nel rilancio della più forte leva nella storia delle lotte politiche: la pianificazione collettiva, intesa questa volta come inedito fattore di sviluppo della libera individualità sociale e di un nuovo tipo umano liberato. Una sfida che mette in discussione un’intera architettura di credenze e impone una riflessione a tutti i movimenti di lotta e di emancipazione del nostro tempo, tuttora chiusi nell’angusto recinto di un paradigma liberale già in crisi.

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