Emiliano Brancaccio

Emiliano Brancaccio

Ricerca, didattica e divulgazione
Research, teaching and media

Blanchard sull’Anti-Blanchard

Edward Elgar Publishing (forthcoming)

Ringraziamo Olivier Blanchard per aver gentilmente accolto la sfida lanciata dal nostro libretto, in vendita da settembre 2018/ We would like to thank Olivier Blanchard for having kindly welcomed the challenge set out by our little textbook, for sale by September 2018: “Anti Blanchard Macroeconomics”, by Emiliano Brancaccio with Andrea Califano (Edward Elgar Publishing, UK and US)

   

  

“When Emiliano asked me to endorse `Anti Blanchard Macroeconomics’, I was a bit taken aback. You can guess why. But I agree with him that we should always question our assumptions, confront them to the facts, and be open to change if the facts dictate it.  Questions such as whether we can expect the economy to return to health by itself, whether recessions have permanent adverse effects, whether the interest rate channel of monetary policy works, are essential ones.  For the time being, I stand by the conclusions of my textbook, but I am happy and indeed eager to see them challenged.”

                                            Olivier Blanchard

 

Structural labour market reforms, GDP growth and the functional distribution of income

in Structural Change and Economic Dynamics
advance access online: October 20, 2017

by Emiliano Brancaccio (University of Sannio), Nadia Garbellini (University of Bergamo), Raffaele Giammetti (Marche Polytechnic University)

The view that “structural reforms” designed to deregulate the labour market would be able to increase employment and income is questioned by controversial empirical results, while the likelihood that these reforms accentuate inequalities seems to be supported by recent evidence. The wide literature on this issue, however, lacks studies on the specific implications of “structural labour-market reforms” on growth and functional distribution of income. The purpose of this study is to fill this gap by proposing two new empirical analyses aimed at verifying the existence of statistical relationships between changes in the Employment protection legislation index (EPL) on one side and variations of real GDP growth and wage share on the other side. Results indicate that EPL reductions have no significant links with real GDP growth whereas they are significantly correlated with wage share reductions. These results contradict some features of the neoclassical theories of growth and distribution. Continua/Read more  

Nobel 2017: Thaler e le contraddizioni della “spinta gentile”

economiaepolitica.it, 10 ottobre 2017

Nobel 2017 per le scienze economiche assegnato a Richard Thaler dell’Università di Chicago, per i suoi contributi allo sviluppo dell’economia comportamentale. Una branca di ricerca promettente che tuttavia Thaler non sgancia dall’ideale normativo della teoria neoclassica, generando alcune aporie anche sul terreno delle sue proposte di politica economica. A cominciare dalla “spinta gentile” dei governi per indurre i lavoratori a risparmiare di più e a investire nel mercato azionario, della cui razionalità egli stesso ha dubitato.

di Emiliano Brancaccio

Gli appassionati di cinema lo ricorderanno per un fugace cameo ne “La grande scommessa”, discreta pellicola con velleità pedagogiche dedicata alla crisi del 2008. Intorno a un tavolo del blackjack, in un improbabile duetto con l’ex stellina della Disney Selena Gomez, un novello attore dalla chioma candida, un po’ in carne, molto rilassato, descrive con cadenza professorale un tipico esempio di comportamento irrazionale: la gente è indotta a puntare molto su quei giocatori che vincono da diverse mani, sebbene non vi sia alcun motivo di prevedere che siano destinati a spuntarla anche in futuro. Un’illusione che si riscontra sui tavoli da gioco come sui mercati finanziari, e che può creare le premesse per un tracollo economico [1].

L’attore improvvisato si chiama Richard Thaler, che per “i suoi contributi nel campo dell’economia comportamentale” è stato insignito ieri del Nobel per l’Economia 2017 [2]. Ispirato dalle ricerche di due precedenti vincitori del premio, Herbert Simon e Daniel Kahneman, Thaler è stato uno dei pionieri della ricerca psicologica applicata allo studio delle decisioni economiche.

Nell’Università di Chicago, dove insegna da anni, Thaler ha vestito per lungo tempo i panni dell’outsider: mentre Eugene Fama e gli altri suoi colleghi celebravano le teorie neoclassiche del comportamento razionale ed egoistico, lui accumulava prove che tendevano a confutarle. I suoi studi, in particolare, si sono concentrati sull’esistenza di limiti cognitivi, difficoltà di autocontrollo e condizionamenti sociali che rendono l’agire umano ben più complesso rispetto alle stilizzazioni tipiche della teoria neoclassica [….]

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